Goldoni e il fado

Scritto da Serena Puosi

Categorie: Erasmus

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Ieri sera sono andata a teatro. Al Dona Maria II in Praça do Rossio davano “A guerra” di Carlo Goldoni. Sommando il fatto che amo il teatro e che un po’ di portoghese in più non fa male, ho deciso di andare. Prima di entrare, una ginjinha (bicchiere di liquore di amarene con o senza frutti dentro) ha anticipato il clima di festa della serata! Il teatro è spettacolare, anche se me l’aspettavo grande come il Verdi di Pisa e invece era tipo il teatro di Camaiore.

Lo spettacolo non e’ stato male, anche se la critica portoghese l’ha stroncato (guarda li’ come sono informata!)e la storia in sé non è bellissima, mi stuccano un po’ gli happy-ending. È stato un esercizio utilissimo di comprensione, e poi dovevo controllare che il veneziano fosse tradotto correttamente!

Dopo lo spettacolo non poteva mancare una puntata a Bairro Alto, quartiere della movida lisbonese. Sono stata nella Casa do Chico, una tasca (osteria)in cui si canta il fado. L’ambiente è piccolo e familiare, i tavoli di legno e i cantanti e chitarristi di fado lo rendono magico, inoltre tutti quelli che desiderano cantare possono farlo, e si crea una canzone improvvisata che può essere a due voci o possono alternarsi i cantanti. Del resto, come può non essere speciale un canto che significa “destino”?!

Tag: Erasmus

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