Langhe: cosa vedere in tre giorni in famiglia

Scritto da Serena Puosi

Categorie: Italia

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Le Langhe sono la patria del vino, del tartufo e delle nocciole, una terra di dolci colline coperte di vigneti e costellate di piccoli borghi medievali, casali di campagna e castelli. È un territorio con antiche tradizioni culinarie, cantine storiche ed enoteche, oltre a musei che raccontano la storia dell’area.

Le Langhe sono state riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità per la tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione e per tutto ciò che è collegato alla cultura del vino.

Qui troverete paesaggi da cartolina e tante occasioni per godere di tutto ciò che il territorio ha da offrire: ecco la nostra esperienza.

Langhe: la nostra esperienza

Durante il ponte dell’Immacolata del 2023 abbiamo passato tre giorni nelle Langhe, una zona del Piemonte che non avevamo ancora avuto l’occasione di visitare e che mi ispirava molto a livello paesaggistico e vitivinicolo. Avevo grandi aspettative, specialmente da quando la zona è entrata a far parte del Patrimonio Mondiale UNESCO. Non sono rimasta delusa, ma c’è qualche suggerimento che mi sento di darvi per rendere il viaggio più piacevole.

Siamo partiti insieme a un’altra famiglia con due bambine della stessa età delle nostre e lo specifico perché a mio avviso le Langhe non sono una destinazione particolarmente attraente con i bambini: si va per i paesaggi, per il cibo e per il vino, argomenti di scarso interesse per la maggior parte dei piccoli viaggiatori (almeno per il vino spero sia così!).

Di seguito trovate la nostra esperienza suddivisa in paragrafi con diversi argomenti.

veduta delle Langhe

Dove si trovano le Langhe

Le Langhe sono un territorio del basso Piemonte situato tra le province di Cuneo e Asti e costituito da colline. Spesso nominate insieme ai confinanti Monferrato e Roero, possono suddividersi a loro volta in:

  • alta Langa, famosa per le nocciole
  • bassa Langa, famosa per vini e tartufo
  • la Langa Astigiana, a sud della provincia di Asti.

Il territorio, nei punti in cui è più rialzato o dove ospita belvederi, offre un colpo d’occhio notevole: la quinta teatrale è costituita dalle Alpi, le colline sono interamente rivestite di vigneti, sulla sommità dei colli si ergono castelli e fortezze.

Alba è considerata la “capitale” delle Langhe e vede il massimo del fermento durante la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco.

I paesaggi vitivinicoli del Piemonte delle Langhe, Roero e Monferrato, diventati Patrimonio Mondiale Unesco nel 2014, comprendono numerosi comuni e 6 aree in particolare:

  • la Langa del Barolo,
  • le colline del Barbaresco,
  • Nizza Monferrato e il Barbera,
  • Canelli e l’Asti Spumante,
  • il Monferrato degli Infernot,
  • il Castello di Grinzane Cavour.
Langhe

Quando andare nelle Langhe

Noi abbiamo visitato le Langhe durante il ponte dell’Immacolata a dicembre e devo confessare che non è stata l’idea più azzeccata di viaggio per quel periodo. Online avevo letto ovunque la classica frase “tutte le stagioni sono perfette per visitare le Langhe” ma mi sento di smentirlo: l’inverno non è la stagione ideale per andare.

Noi in tre giorni abbiamo trovato un giorno di neve e gelo all’arrivo, un giorno di nebbia che si tagliava col coltello e infine una giornata di sole proprio quando dovevamo tornare a casa! Vedendo le foto delle altre stagioni le ritengo migliori per una visita, specialmente la primavera per il verde dei vigneti o fine estate in corrispondenza della vendemmia. Anche l’inizio dell’autunno potrebbe essere una buona soluzione per la bellezza dei colori del paesaggio, ma a gusto personale preferirei grandi distese di verde e sole.

Se lo scopo del viaggio è assaggiare il famoso tartufo allora il periodo ideale è tra la metà di ottobre e la fine di novembre, quando la città di Alba è animata dalla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco.

astello di Grinzane Cavour

Come spostarsi nelle Langhe

Spostarsi nelle Langhe con i mezzi pubblici è molto complicato. Per la conformazione del territorio sparso su tante colline, il modo ideale per visitare le Langhe è con un mezzo privato. L’auto è perfetta ma vedrei bene anche la moto per questo giro molto panoramico.

Se siete sportivi, invece, la bicicletta è un mezzo molto amato in zona. La bellezza degli spostamenti autonomi, inoltre, risiede nella possibilità di fermarsi ogni volta che si vuole scattare una foto o ammirare un paesaggio.

Dove dormire

Per le due notti del nostro viaggio abbiamo soggiornato a Farigliano al Bricco Rosso, un casolare di campagna adibito a B&B con una grande cantina per le degustazioni e, in estate, una bella piscina all’aperto. La struttura è circondata su tutti i lati da vigneti a perdita d’occhio e la vista d’insieme è davvero strepitosa. Le camere sono pulite, la colazione abbondante e l’accoglienza molto calorosa. Noi ci siamo trovati benissimo sia come struttura sia per la degustazione di vini prodotti in loco.

Bricco Rosso
Foto tratta da Booking.com

Dove mangiare

Prima di partire ho ricevuto un consiglio prezioso da Monica del blog I viaggi di Monique, ossia di prenotare prima i ristoranti, perché specialmente se viaggiate in alta stagione ci sono file di attesa di mesi in alcuni dei locali più famosi.

Noi non abbiamo improntato questo viaggio sul cibo o meglio: viaggiando con 4 bambine non potevamo permetterci il lusso di lunghe soste a tavola assaggiando varie portate magari accompagnate da vini.

Quindi per questo aspetto vi rimando a un post di Monica, che vive poco distante da quella zona e che da local vi saprà indicare sicuramente meglio di me! Ne approfitto per ringraziarla per tutte le dritte che mi ha dato prima del viaggio.

Dove comprare prodotti tipici

Visto che i regali migliori che si possano portare a casa dalle Langhe sono cibo e vino, abbiamo anche visitato una cascina per vedere il processo di produzione delle nocciole e, in particolare, delle creme che se ne ricavano. Vi consiglio di dare un’occhiata al sito della Cascina Masueria e in particolare al loro gianduia e alla crema noir.

nocciole piemonte

Cosa vedere nelle Langhe

Inizio col dire che tre giorni sono troppo pochi per vedere tutto quello che offrono le Langhe. Prima di partire mi ero appuntata i posti che mi interessavano di più ma non siamo riusciti a completare l’elenco sia a causa della neve e della nebbia, sia perché viaggiando con delle bambine i calcoli sono sempre un po’ sovrastimati!

Quindi i posti che vi elencherò adesso sono quelli che siamo riusciti a vedere. Il primo giorno intero che avevamo a disposizione è stato, di fatto, il secondo del viaggio. Il primo giorno, infatti, dopo quattro ore di macchina per raggiungerlo partendo dalla provincia di Lucca, la neve e il buio ci siamo “accontentati” di una degustazione di vini al Bricco Rosso dove alloggiavamo.

Alba

Ad Alba siamo arrivati la mattina del secondo giorno quindi, trovando una città congelata dal freddo ma comunque vitale grazie al mercato di prodotti tipici e di vestiti dislocato in tutto il centro storico. Sarà stato il troppo freddo, ma non ho sentito il profumo di cacao della Ferrero, che si trova proprio lungo la strada per arrivare in centro. Peccato, perché ci avevano detto che, un olfatto esperto, è capace di riconoscere il prodotto esatto prodotto ogni giorno!

Se amate girare le città con una guida, ad Alba vi segnalo il tour gratuito organizzato da Civitatis che si tiene ogni sabato alle 16 e che non ha un prezzo fisso, ma è il singolo partecipante che, alla fine dell’attività, paga l’importo che considera opportuno in base al proprio grado di soddisfazione. Prenotate subito!

Resa celebre dal pregiato tartufo bianco, Alba ha delle dimensioni abbastanza contenute e il suo centro può essere visitato con una lenta passeggiata di un paio d’ore. Situata in Piazza Risorgimento l’imponente facciata di mattoni rossi della Cattedrale di San Lorenzo in stile gotico domina la città di Alba. Un altro edificio religioso da menzionare è la Chiesa della Maddalena in stile barocco piemontese. Sulla stessa piazza della Cattedrale si affaccia anche il palazzo comunale di Alba, che custodisce preziose opere d’arte. Degna di menzione è anche la chiesa gotica di San Domenico risalente al tredicesimo secolo e che spesso ospita mostre, concerti ed eventi culturali.

Alba è chiamata anche la “città delle cento torri” ma ad oggi se ne vedono solo alcune di quelle sopravvissute nei secoli dopo aver svolto la loro funzione di difesa. Le più celebri sono Torre Bonino, Torre Astesiano e Torre Sineo. Se volete fare un’esperienza diversa dal solito potete fare il Tour di Alba Sotterranea, mentre se amate la letteratura italiana non perdetevi il Centro Studi Beppe Fenoglio, poiché lo scrittore, partigiano, traduttore e drammaturgo italiano era nato proprio ad Alba il 1° marzo 1922.

Alba centro storico

Grinzane Cavour

A breve distanza da Alba, dopo soli 6 km di macchina, si giunge al piccolo paese di Grinzane Cavour, che deve il suo nome al Conte Camillo Benso di Cavour, lo statista risorgimentale che fu sindaco qui per 17 anni.

Il Castello di Grinzane Cavour è l’edificio più imponente della zona e ospita al suo interno il Museo delle Langhe che racconta ai visitatori le arti e i mestieri dei tempi passati e la storia degli uomini e donne che hanno reso i campi circostanti Patrimonio dell’Umanità tutelati dall’Unesco. In mostra ci sono gli attrezzi della vita rurale accompagnati dai percorsi etnografici e le memorie del Conte Camillo Benso con i cimeli cavouriani custoditi in quelli che furono i suoi appartamenti.

Oltre al museo appena citato, il castello ospita una enoteca regionale ed è qui che si tiene ogni anno la famosa asta mondiale del tartufo bianco di Alba. I vigneti che circondano il castello, lungo la salita allo stesso, propongono pannelli informativi sulla storia del luogo.

Castello Grinzane Cavour

La Morra

Un’altra tappa della seconda giornata di viaggio ci ha portati a La Morra, conosciuta per il suo splendido belvedere sulle Langhe… peccato che quel giorno in ci fosse una nebbia che si tagliava col coltello! Non contenti, siamo tornati a La Morra il giorno seguente, quando il sole è tornato a farsi vedere in cielo dopo un weekend disastroso dal punto di vista del meteo e finalmente abbiamo potuto ammirare il bellissimo paesaggio langarolo.

Ma cosa vedere a La Morra? Oltre al bel panorama, La Morra è in piccolo borgo delle Langhe raccolto in cima a una collina. È costituito di case di pietra e circondato da mura medievali e nel 2011 è stato insignito della Bandiera Arancione.

In Piazza Castello, che è quella col belvedere sulle Langhe, troviamo affacciati diversi edifici di interesse, in particolare la Torre Campanaria settecentesca, simbolo della cittadina e sulla quale si può anche salire. Piazza del Comune ospita due chiese da visitare: la chiesa di San Martino e la Confraternita di San Rocco, oltre al Municipio che dà il nome alla piazza.

La Cantina Comunale di La Morra si trova nelle scuderie del palazzo settecentesco dei Marchesi Faletti e – come si legge sul sito – rappresenta un’ampia panoramica della produzione vinicola lamorrese, soprattutto del Barolo. Se volete assaggiare uno dei vini più rinomati d’Italia siete nel posto giusto.

La Morra

Cappella del Barolo

Dato che vi trovate a La Morra, percorrendo una breve distanza potete raggiungere la Cappella del Barolo, resa celebre negli ultimi anni dalla mania di rendere ogni cosa instagrammabile. Lo so, leggete già della riprovazione in queste parole e purtroppo devo confermare: la famigerata Cappella del Barolo ha deluso le mie aspettative. Vuoi per la giornata grigia, vuoi per i lavori in corso intorno alla Cappella e conseguente fango ovunque, ma di tutta la bellezza immaginata attraverso le immagini prima di arrivare non ho trovato proprio niente.

In origine era conosciuta come la Cappella di SS. Madonna delle Grazie e fu costruita nel 1914 come riparo per i lavoratori dei vigneti circostanti. Dal 1970 appartiene alla famiglia Ceretto e, dopo essere stata abbandonata per anni, è stata ristrutturata alla fine degli anni ’90 con l’intervento degli artisti Sol LeWitt e David Tremlett, che trasformarono la chiesa mai consacrata in un’opera di arte contemporanea.

Non si può entrare nella cappella perché è chiusa. È possibile raggiungerla in auto durante i giorni infrasettimanali, mentre nei fine settimana c’è una transenna che vieta il passaggio alle auto, va quindi raggiunta a piedi (circa 15 minuti dalla transenna). Le coordinate per il GPS sono: 44°37’41.312″N 7°56’41.824″E oppure digitate su Google “Cappella del Barolo”.

cappella del barolo

Barolo

Il terzo giorno di viaggio lo abbiamo dedicato al borgo di Barolo, che ha dato il nome all’omonimo vino. Molto gettonato dai turisti anche se minuscolo, Barolo si sviluppa su una piccola collina e tutte le strade girano intorno all’imponente Castello medievale risalente al X secolo.

Tutte le attrazioni principali di Barolo ruotano intorno al vino:

  • l’Enoteca Regionale del Barolo ospitata nell’antico Castello Faletti;
  • il WiMu, cioè il Museo del Vino delle Langhe, è anch’esso ospitato nel castello;
  • il Museo dei Cavatappi, che espone esemplari storici e unici di uno strumento indissolubilmente legato al vino.

La breve passeggiata nel centro storico, inoltre, vi farà scoprire altre cantine, ristoranti e locali in cui fare degustazioni di cibo e vino. Preparatevi a prezzi un po’ più alti rispetto alla media delle Langhe, ormai Barolo è considerata una meta un po’ chic.

castello Barolo

Altri borghi e città da visitare nelle Langhe

Dopo la visita a Barolo e il ritorno a La Morra per vedere il panorama col sole, la nostra ciurma si è ammutinata, gridando a gran voce un ritorno a casa. Di cose da vedere ce ne sarebbero state ancora tantissime, vorrà dire che le lasceremo per una seconda visita.

Ecco una lista dei posti che avrei voluto vedere:

  • Neive
  • Barbaresco
  • Serralunga d’Alba
  • Monforte d’Alba
  • Diano d’Alba
  • Novello

Tour della regione vinicola di Barolo in vespa

Se siete in cerca di un giro fuori dall’ordinario, il tour dei vigneti di Barolo in Vespa elettrica è un’occasione per scoprire la parte meridionale del Piemonte con la sua ricca storia e la cultura vinicola della regione. Questo tour passa da Pollenzo, La Morra, la Cappella del Barolo e il paese e infine Monforte d’Alba.

Avete ancora tempo per un’altra visita? Torino è sempre una buona idea!

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Foto di copertina: Luis van den Bos su Unsplash

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