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Murano, Burano e Torcello: viaggio nelle isole della laguna di Venezia

Se state pianificando un viaggio a Venezia vi consiglio di aggiungere un giorno in più e dedicarlo interamente alla visita di Murano, Burano e Torcello, le tre isole più famose della laguna veneziana. Noi le abbiamo visitate in autonomia con i mezzi pubblici, ma c’è un modo per rendere l’organizzazione più semplice ed è prenotare un’escursione organizzata. Esiste un giro che comprende la barca che vi porta nelle tre isole, una guida e tante cose interessanti da visitare.

Murano, Burano e Torcello: informazioni pratiche

Visitare Murano, Burano e Torcello è un must per chi organizza un viaggio a Venezia. Ci sono diversi modi per organizzare la visita: in autonomia oppure con un tour guidato acquistando in anticipo i biglietti, partendo da Venezia oppure da Sottomarina (Chioggia) così da non dover portare l’auto in città e vedere Venezia dalla nave.  Se non volete complicarvi la vita con i vaporetti potete scegliere un tour guidato tutto organizzato con Civitatis.

Volete fare una cosa davvero speciale? Guardate questa attività proposta con prezzo scontato da Tiqets:

Giro Classico in Gondola + Isole di Murano, Burano e Torcello

 

Le isole sono molto turistiche, quindi nei periodi di alta stagione è possibile che siano molto affollate. Prenotate il tour guidato in anticipo oppure se potete viaggiate fuori stagione, tanto i vaporetti viaggiano tutto l’anno visto che devono servire gli abitanti della zona (maltempo permettendo).  I vaporetti non viaggiano dopo una certa ora (intorno alle 20), assicuratevi di tornare indietro per tempo se vi muovete in autonomia!

Dove dormire

Per il pernottamento esistono soluzioni sia a Murano sia a Burano e addirittura anche a Torcello, ma solitamente la maggior parte delle persone predilige una sistemazione a Venezia. Ci sono tantissime sistemazioni a Venezia con i più svariati prezzi, tendenzialmente abbastanza alti o che si esauriscono facilmente. Vi consiglio di prenotare con largo anticipo. L’ultima volta che sono stata a Venezia ho dormito all’Hotel At Leonard e mi sono trovata bene.

Murano, Burano e Torcello: un po’ di storia

La storia di queste isole della laguna di Venezia risale a molti secoli addietro. La tradizione della lavorazione del vetro a Murano, ad esempio, è da datare nell’ottavo secolo, poiché utilizzare le fornaci in città avrebbe reso troppo rischioso il pericolo di incendi. Si tratta di un’arte raffinata e difficile da apprendere, spesso tramandata in famiglia e le opere prodotte hanno un gran pregio e costi importanti.

A Burano, invece, che in realtà non è una sola isola ma cinque isole collegate da ponti, la tradizione storica è quella del merletto, con tanto di “Scuola dei Merletti” istituita nel lontano 1872. Se trovate un merletto a pochi euro diffidate della sua originalità: per farne uno a volte si impiegano anche settimane, facendo lievitare i prezzi.

Torcello oggi è abitata solo da poche decine di persone e sulla quale si trovano perlopiù orti, ma 1500 anni fa fu la culla dell’intera civiltà veneziana con un grande insediamento lagunare in fuga dalle invasioni delle orde barbare. Fu a lungo controllata dai Bizantini e dal XII secolo la crescita di Torcello finì a causa della diffusione della malaria, ragione per cui la popolazione lasciò l’isola.

 

Quello che segue, invece, è il racconto che ho scritto appena tornata da questo viaggio.

Murano, Burano e Torcello: un racconto poetico

Della mattinata in cui abbiamo deciso di spostarci sulle isole principali della laguna durante il nostro soggiorno a Venezia ricordo le nuvole di fumo che uscivano dalla bocca e le mani congelate che imploravano la presenza dei guanti malauguratamente rimasti a casa in uno slancio di esagerato ottimismo. Il freddo non è bastato a scuoterci dal torpore: c’è voluto un caffè forte proprio di fronte alla fermata del vaporetto e la gratificazione di non essere fregati almeno a questo giro. È incredibile la forza di un sorriso, ti fa sembrare tutto più accettabile.

Murano

Il tragitto che separa Venezia da Murano dura giusto il tempo di qualche scatto durante la navigazione, quel tanto che ti permette di capire che non vorresti vivere sull’isola di una laguna nemmeno se ti pagassero. Però sulla suggestione non si discute, su questo non c’è dubbio, tanto più che Murano mi ha fatto capire il senso di cosa significhi l’acqua alta.

Murano

 

Scendiamo alla prima fermata, decidiamo di saltare la tappa della produzione degli oggetti in vetro solo perché non ci piace che ci sia un signore appostato al vaporetto a convogliare i turisti come tonni d’allevamento verso la principale attrazione del luogo. Per me non importa alla fine, continuo a crogiolarmi nel ricordo di quando ci venni da bambina con i miei genitori, nei confronti dei quali sarò eternamente grata per avermi coinvolto in queste prime esplorazioni e avermi istillato il seme del viaggio.

Murano

Camminiamo senza meta schivando per quanto possibile le onde che s’infrangono sui marciapiedi, entriamo nelle chiese a caso senza avere in mente niente di preciso, seguiamo rotte poco battute inseguendo lo scatto della vita e incontrando solo un vicolo cieco con vista su una discarica. Forse conveniva chiedere, forse va bene così.

Burano

Infrangendo l’ordine che ci avevano consigliato alla biglietteria, ci fermiamo a Burano prima di proseguire per Torcello. Se dobbiamo andare a caso, del resto, che sia così fino in fondo. La pioggierella che ci accoglie non abbatte i nostri animi: sono talmente felice di questo sentimento di libertà così raro che anziché camminare saltello. Burano è una piacevole riscoperta: mi ricordavo un’isola minuscola interamente tappezzata di centrini; trovo un acquerello ordinato nonostante gli sciami di turisti in cerca dell’angolo di mondo perfetto.

Burano

Anche qui ha prevalso lo spirito di avventura e la ricerca delle strade più sgombre per immaginarsi per qualche istante isolani, stavolta davvero lontani dal primo tratto di terra ferma. Non deve essere per niente facile stare qui, è facilissimo, invece, innamorarsene dopo un istante, complici i colori mai scontati delle case e la grazia dei ponti gettati da una sponda all’altra.

Ci fermiamo a pranzare dopo una rapida consultazione dei menù che riportano grossomodo le stesse pietanze dovunque, in un’omologazione tipica dei posti fortemente turistici che ammanta tutto di approssimazione. Pazienza, tanto siamo qui per vedere più che per riempirci lo stomaco.

Burano

Giusto una passeggiata per facilitare la digestione e siamo di nuovo su una barca per Torcello, l’unica delle isole che non avevo mai visto e che merita lo spostamento per l’atmosfera silenziosa che vi si respira, impreziosita da un antichissimo complesso religioso composto da tre edifici, ma soprattutto da un meraviglioso mosaico del giudizio universale (XII – XIII sec.) che non lascia indifferenti nemmeno gli atei più convinti.

Non resta molto altro da vedere a Torcello se non passeggiare avvolti dal mistero (la nebbia ha aiutato) accompagnati dalle leggende e dai fasti del passato. Un tempo, infatti, Torcello era il cuore del commercio lagunare, mentre oggi non vi restano che pochi abitanti e una sola strada principale.

Le ore volano in laguna, è già tempo di rientrare spinti da un vento che culla i pensieri e li ferma in questo momento.

Torcello

Torcello

Torcello

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10 Comments

  • Reply dueingiro.blogspot.it 23 Dicembre, 2014 at 9:48 am

    Che vergogna…noi non ci siamo mai stati in queste isole…dobbiamo assolutamente rimediare!!!

    • Reply Mercoledì 23 Dicembre, 2014 at 10:06 am

      Bisogna che rimediate al più presto! 😉

  • Reply Dany-Raccontidiviaggioenonsolo 23 Dicembre, 2014 at 10:10 am

    Adoro Venezia, è stata una magnifica scoperta di qualche anno fa! Che colori 🙂

    • Reply Mercoledì 23 Dicembre, 2014 at 10:13 am

      Anche io sono rimasta incantata dai colori Dany! Sono unici, sembra di essere dentro a una fiaba!

  • Reply andrea 29 Dicembre, 2014 at 5:27 pm

    che meraviglia!è una vita che non ci vado nonostante ci abiti a pochi minuti di vaporetto! è sempre così, quando vivi vicino a qualcosa di interessante non ci vai mai perchè lo rinvii sempre 🙁 ottime foto, complimenti!

  • Reply Serena 30 Dicembre, 2014 at 12:29 pm

    Ciao Andrea, secondo me devi rimediare presto! 😉 sono veramente incantevoli, però ti capisco perché capita anche a me di stare tanto tempo senza vedere le bellezze della la mia terra. Un saluto!

  • Reply Roberta 5 Gennaio, 2015 at 11:49 pm

    Che spettacolo Sere, che spettacolo…

    • Reply Mercoledì 7 Gennaio, 2015 at 6:46 am

      Posti magici… magari il 2015 ti porta anche lì! 😉
      Baci Robi!

  • Reply Chiara 28 Maggio, 2015 at 3:40 pm

    che bello sentire questi luoghi raccontati da te
    sai, un’amico che ha origini buranee, dopo esser nato e aver vissuto per tutti i suoi 25 anni in “terraferma” da quasi un anno è tornato a vivere a Burano, nella casa dei nonni. Ci vuole un gran coraggio a vivere lì, a 40 minuti di vaporetto dal mondo!

    Un abbraccio

    • Reply Mercoledì 28 Maggio, 2015 at 3:42 pm

      Ciao Chiara,
      ti vorrei abbracciare anche solo per aver scritto “buranee”… è bellissimo!
      Anche io creda ci voglia tanto coraggio, ma forse per lui il valore di stare lì è più alto dei 40 minuti di vaporetto!
      Sono felice di aver rivisto questi posti a distanza di anni, valgono davvero la pena.
      Anche io ti abbraccio!

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