Saramago poeta

Scritto da Serena Puosi

Categorie: Portogallo

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Il 18 giugno di un anno fa è scomparso José Saramago, un autore col quale – si sarà capito – sono un po’ fissata, soprattutto dopo aver letto “Cecità“, un capolavoro. Proprio adesso ho sottomano il suo “Saggio sulla lucidità“, che fatico a leggere se non ho la testa sgombra (il premio Nobel richiede applicazione).
Continuando a leggere ogni giorno il suo quaderno, il blog curato dalla Fundação José Saramago, ho apprezzato per la prima volta questa poesia intitolata, in traduzione, Quattordici giugno.
Il 14 giugno del 1986 altro non è che il giorno in cui Saramago conobbe quella che sarebbe diventata sua moglie, l’amatissima Pilar del Rio, per la quale compone queste righe di una dolcezza e sincerità disarmanti.

Catorze de Junho
Por Fundação José Saramago

Cerremos esta porta.
Devagar, devagar, as roupas caiam
Como de si mesmos se despiam deuses,
E nós o somos, por tão humanos sermos.
É quanto nos foi dado: nada.
Não digamos palavras, suspiremos apenas
Porque o tempo nos olha.
Alguém terá criado antes de ti o sol,
E a lua, e o cometa, o negro espaço,
As estrelas infinitas.
Se juntos, que faremos? O mundo seja,
Como um barco no mar, ou pão na mesa,
Ou rumoroso leito.
Não se afastou o tempo. Assiste e quer.
É já pergunta o seu olhar agudo
À primeira palavra que dizemos:
Tudo.

In Poesía completa, Alfaguara, pp. 636-637

Vi propongo una traduzione a braccio, non lo faccio di mestiere e non sono laureata in lingue quindi avrà sicuramente bisogno di limature, ma ci provo per farvi assaporare la poesia.

Chiudiamo la porta.
Piano, piano, i vestiti cadono
da soli si spogliano gli dèi,
e noi lo siamo, come esseri umani.
È quanto ci è stato dato: nulla.
Non parliamo, sospiriamo soltanto,
perché il tempo ci guarda.
Qualcuno avrà creato prima di te il sole,
e la luna, e la cometa, lo spazio oscuro,
le stelle infinite.
Insieme, che faremo? Sia il mondo,
come una barca nel mare, o pane sulla tavola,
o rumoroso letto.
Non si cancella il tempo. Assiste e vuole.
E già il tuo sguardo acuto chiede
alla prima parola che diciamo:
tutto.

Tag: amore - poesia
Serena Puosi

Ciao, sono Serena, scrivere è da sempre la mia passione e nel 2008 ho deciso di aprire un blog per condividere i miei viaggi: da allora non mi sono più fermata! Amo vedere con i miei occhi nuove destinazioni, mi attrae tutto ciò che è diverso dalle mie abitudini e ho sempre la valigia pronta per la prossima meta. Mi piacciono i posti di mare e le isole, ho un debole per l'Asia e non mi tiro mai indietro alla domanda "Partiamo?"

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