Istanbul in 6 giorni: itinerario completo, quartieri da non perdere e consigli pratici

Scritto da Serena Puosi

Categorie: Turchia

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Istanbul: una città unica

In nessun’altra parte del mondo l’Europa e l’Asia sono così vicine come a Istanbul, e probabilmente è stata questa la caratteristica che mi ha sempre affascinato della città, così come il suo essere una città d’acqua.

Erano anni che bramavo di visitare Istanbul e finalmente si è presentata l’occasione, avendo modo di avvicinarmi alla sua aura. Antica Bisanzio, poi Costantinopoli, è stata capitale di tre imperi – Romano, Bizantino, Ottomano – e ancora oggi conserva il fascino di un crocevia unico tra Oriente e Occidente.

Anche se sono atterrata di notte, Istanbul mi ha subito affascinato con le mille luci delle case che sembravano di un presepe e con le cupole e i minareti che ne disegnano un profilo inconfondibile. In questo dialogo perenne tra mondi diversi, mi sono fatta conquistare da mercati di spezie e preghiere urlate dagli altoparlanti, da tradizioni e culture che dialogano da secoli.

Quanti giorni dedicare a Istanbul?

Molti viaggiatori si chiedono quanti giorni servano per visitare Istanbul. Nell’organizzare il viaggio in Turchia, ho voluto dedicare a Istanbul almeno 6 giorni per avere il tempo di vedere i grandi classici ed avere anche modo di bighellonare senza meta per assaporare la vera anima della città al di fuori dei punti più battuti. Piccolo spoiler: ci sono riuscita solo in parte, ci sarebbero voluti molti più giorni (o un ritorno!) per dedicarmi a questa attività di flâneur.

La risposta, quindi, dipende dal ritmo che si vuole dare al viaggio, ma sei giorni rappresentano un buon compromesso: abbastanza tempo per vedere le attrazioni imperdibili senza ridursi a una corsa contro il tempo, e allo stesso tempo una durata gestibile anche per chi viaggia con bambini o non vuole un itinerario troppo serrato.

In sei giorni si riesce a esplorare il cuore storico di Sultanahmet, dedicare tempo a musei e palazzi, scoprire i quartieri autentici come Fener e Balat e spingersi anche sulla sponda asiatica, vivendo la città in modo più equilibrato. Per me viaggiare non è mai solo visitare monumenti, ma assaporare con calma l’atmosfera dei bazar, attraversare il Bosforo in nave o fermarsi in una lokanta per un pranzo tipico: esperienze che richiedono tempo e che rendono il viaggio davvero memorabile.

Di seguito vi racconto tutto quello che abbiamo visto in 6 giorni a Istanbul e tutte le informazioni utili.

Cosa sapere prima di partire per Istanbul

Visitare Istanbul per la prima volta può sembrare un po’ travolgente: la città è enorme, rumorosa, piena di stimoli e di contrasti. Ma con qualche accorgimento pratico è tutto molto più semplice. Ecco un elenco di consigli.

e-SIM

Prima di partire consiglio di pensare alla connessione: la soluzione più comoda è una e-SIM, da attivare già da casa per avere internet appena atterrati. Come e-Sim consiglio Holafly: se usate il mio link per scaricarla ottenete il 5% di sconto sul vostro primo acquisto.

In alternativa, se il vostro telefono non supporta le e-SIM, si può acquistare una SIM locale in aeroporto o nei negozi in città.

Assicurazione sanitaria

Un altro punto fondamentale è l’assicurazione sanitaria: in Turchia non c’è copertura gratuita per i turisti, quindi meglio avere una polizza che includa assistenza medica. È una spesa che speri di non dover mai usare, ma che ti fa viaggiare molto più sereno. Il mio consiglio è stipulare un’Assicurazione con Columbus (da questo link affiliato avete subito il 10% di sconto).

Valuta

Per quanto riguarda i soldi, la lira turca è la valuta ufficiale, ma le carte vengono accettate praticamente ovunque. Sempre meglio comunque avere sempre un po’ di contanti in tasca per i taxi, i piccoli acquisti o nei mercati. Gli euro sono accettati in molte occasioni.

Luoghi di culto

Molte moschee sono luoghi di culto attivi: le donne devono portare con se un foulard per coprire la testa, bisogna coprire spalle e gambe e visitare i luoghi con rispetto. Anche gli uomini dovrebbero accertarsi di indossare pantaloni sotto il ginocchio.

Come arrivare a Istanbul e spostarsi

Istanbul è servita da due aeroporti internazionali. Il principale è Istanbul Airport (IST), inaugurato nel 2019 e situato a circa 40 km a nord-ovest del centro. È uno degli scali più grandi al mondo, hub di Turkish Airlines e collegato con voli diretti da molte città italiane ed europee.

L’altro è Sabiha Gökçen (SAW), che si trova nella parte asiatica della città, a circa 45 km da Sultanahmet. È più piccolo, ma molto utilizzato dalle compagnie low cost come Pegasus e Wizzair ed è proprio qui che siamo arrivati anche noi.

Da entrambi gli aeroporti si può raggiungere il centro con taxi, navette Havaist e trasporti pubblici, anche se nel caso di Sabiha Gökçen i tempi di percorrenza possono essere piuttosto lunghi. Motivo per cui abbiamo preferito prenotare un transfer.

Muoversi a Istanbul può sembrare complicato all’inizio, ma la città dispone di una rete di trasporti pubblici efficiente e conveniente. Il modo più pratico è acquistare la Istanbulkart, una tessera ricaricabile valida su metro, tram, autobus, metropolitane leggere, traghetti e funicolari: si compra e si ricarica facilmente nei chioschi o alle macchinette automatiche. La cosa positiva per chi viaggia in famiglia è che ne basta una per tutti, purché si passi ai tornelli per ogni membro. Non ho avuto una risposta univoca sull’età dalla quale i bambini iniziano a pagare sui mezzi pubblici, ma per la nostra figlia di 6 anni non ci hanno mai fatto fare il biglietto.

Il tram T1 collega i principali punti turistici da Sultanahmet a Kabataş, mentre le linee della metro sono comode per coprire distanze maggiori ed evitare il traffico. Da non perdere anche i traghetti che collegano la sponda europea a quella asiatica, un’esperienza autentica e panoramica, oltre che più economica delle crociere.

Per spostamenti brevi, i taxi sono diffusi ma è sempre bene accertarsi del prezzo prima di salire (l’uso del tassametro, ahimè, è sconosciuto per molti tassisti).

Infine, un consiglio pratico: conviene organizzare le giornate per zone per risparmiare tempo ed energie.

Screenshot

Dove dormire a Istanbul

Scegliere dove dormire a Istanbul è una delle decisioni più importanti per organizzare al meglio il viaggio. La città è enorme e ogni quartiere ha un’anima diversa: c’è chi preferisce stare a pochi passi dalle attrazioni principali di Sultanahmet, chi ama l’energia cosmopolita di Beyoğlu, chi cerca autenticità nelle zone meno battute come Fatih.

Non esiste un quartiere migliore in assoluto, ma piuttosto quello più adatto al tipo di esperienza che si vuole vivere. Conoscere le differenze tra le aree principali aiuta a orientarsi e a scegliere l’alloggio più comodo per i propri interessi e spostamenti.

Durante il nostro viaggio di sei giorni abbiamo scelto di dormire a Beyoğlu, perché ci sembrava la soluzione più comoda viaggiando con due bambine (e ho chiesto anche conferma a una esperta del posto che ha vissuto in città qualche anno). È stata una scelta che ci ha permesso di raggiungere facilmente le attrazioni, avere tanti ristoranti a disposizione e muoverci bene con i mezzi. Se tornassi a Istanbul, probabilmente sceglierei di nuovo questa zona, perché offre il giusto equilibrio tra comodità e atmosfera. Quello che non sceglierei di nuovo è l’hotel in cui abbiamo alloggiato, ma di questo ho già raccontato nel post “Due settimane in Turchia”!

Ecco pro e contro dei quartieri più scelti per dormire a Istanbul:

Sultanahmet

PRO:

  • Vicino alle principali attrazioni (Santa Sofia, Moschea Blu, Topkapi)
  • Atmosfera storica e suggestiva

CONTRO:

  • Meno vita notturna e locali moderni
  • Prezzi più alti e zone molto turistiche

Hotel consigliati a Sultanahmet

Dosso Dossi Hotels Old City: grande hotel di ottima qualità a 150 m dalla Cisterna Basilica

Catch Sultanahmet-Special Class: Boutique hotel di ottima qualità

Sultanahmet Inn Hotel: Hotel piccolo e semplice, ottimo rapporto qualità/prezzo

Beyoğlu (Taksim, Galata, İstiklal Caddesi, Karaköy)

PRO:

  • Vita notturna, ristoranti e bar
  • Ben collegato con tram e metro

CONTRO:

  • Più caos, rumore e traffico
  • Atmosfera meno “tradizionale” rispetto a Sultanahmet

Hotel consigliati a Beyoğlu

The Haze Karaköy: Boutique Hotel di ottima qualità

Ada Karakoy Hotel – Special Category: Hotel di medie dimensioni, ottima qualità

The Story Hotel Pera: Boutique Hotel a soli 20 metri dalla via dello shopping Istiklal Caddesi

Fatih, Fener e Balat

PRO:

  • Quartieri autentici e colorati, meno turistici
  • Alloggi più economici

CONTRO:

  • Meno collegamenti rapidi con metro e tram
  • Servizi turistici limitati

Hotel consigliati a Fatih, Fener e Balat

Turquoise House: appartamento consigliato da Elle Decor Magazine e finemente arredato

Ottobalat: appartamento pulito e dotato di ogni comfort

Kadıköy (sulla sponda asiatica)

PRO:

  • Atmosfera giovane, vivace e locale
  • Ottimo per ristoranti e vita serale

CONTRO:

  • Serve sempre il traghetto per spostarsi sul lato europeo
  • Più scomodo se si vuole visitare molte attrazioni turistiche in poco tempo

Giorno 1 – Arrivo a Istanbul e primo impatto

La prima notte a Istanbul per noi è stato solo un pernottamento, dovuto a un aereo perso e riprogrammato ore dopo.

Se voi, a differenza nostra, avete un giorno intero e volete sfruttare al massimo la giornata, vi consiglio di dare un’occhiata a questo tour gratis per avere un primo assaggio della città oppure, se lo preferite in italiano, potete rivolgervi a questo tour.

oppure

Giorno 2 – Sultanahmet e il cuore storico

La prima vera e propria giornata di viaggio è stata subito una full immersion di Istanbul grazie al tour guidato prenotato da casa con Scoprire Istanbul. Questo sito molto in voga tra i turisti italiani è un punto di riferimento per chiunque voglia saperne di più della città e offre molti spunti utili per organizzare il viaggio. L’unico modo per chiedere informazioni o prenotare è contattarli via email a questo indirizzo.

Noi abbiamo scelto di fare con loro l’Itinerario 3 – Sultanahmet e Bazar, un viaggio nel cuore del centro storico. La visita include la Basilica di Santa Sofia, la Moschea Blu, l’Ippodromo di Costantinopoli, la Cisterna Basilica e il Gran Bazar. Per me si è rivelata una scelta azzeccata: l’idea di arrivare in una nuova città e avere una guida mi rassicura.

Di seguito, alcune informazioni utili sugli highlights citati.

Basilica di Santa Sofia (Hagia Sophia)

Costruita originariamente tra il 532 e il 537 dall’Imperatore bizantino Giustiniano I, la Santa Sofia è uno dei capolavori dell’architettura bizantina. È stata chiesa cristiana, poi moschea con la conquista di Costantinopoli nel 1453, poi museo dal 1935, e di nuovo moschea dal 2020. Il suo grande spazio interno, la cupola monumentale, i mosaici e i dettagli architettonici la rendono un simbolo del dialogo tra oriente e occidente.

Cose utili da sapere:

  • Orari: è aperta tutti i giorni dalle 09:00-19:30.
  • Biglietti: per visitatori stranieri l’ingresso costa circa 25 € o equivalente in valuta locale.
  • Sito ufficiale: Ayasofya-i Kebir Camii (sito del complesso moschea) fornisce informazioni storiche ed orari. (ayasofyacamii.gov.tr)
  • Altre note: meglio verificare i “sacred times” (orari di preghiera) durante i quali l’accesso può essere limitato o le decorazioni cristiane coperte. Meglio andare al mattino presto o nel tardo pomeriggio per evitare le folle.

Moschea Blu (Blue Mosque / Sultanahmet Camii)

Costruita tra il 1609 e il 1616 sotto il sultano Ahmed I, è famosa per i suoi sei minareti e per le piastrelle blu di Iznik che decorano l’interno. Occorre rispettare gli orari di preghiera.

Cose utili da sapere:

  • Orari: generalmente aperta tutti i giorni dalle 08:30 fino al tramonto / un’ora prima della chiusura; chiusa durante le cinque preghiere giornaliere, e il venerdì rimane chiusa la mattina fino alla preghiera speciale Jumu’ah (verso le 14:30)
  • Prezzo: l’ingresso è gratuito; bisogna passare un controllo di sicurezza su un lato della moschea e a volte si formano lunghe file.
  • Abbigliamento: spalle e gambe coperte, le donne devono coprirsi i capelli, le scarpe vanno lasciate all’ingresso.
  • Consigli: evitare il venerdì mattina.

Ippodromo di Costantinopoli (Hippodrome)

L’Ippodromo (in turco At Meydanı), nel cuore dell’area di Sultanahmet, era la piazza per le corse di carri, le processioni e gli eventi pubblici dell’epoca bizantina. Fondato dall’Imperatore Septimius Severus e ampliato da Costantino il Grande quando trasformò Bisanzio in Costantinopoli. Oggi è uno spazio aperto, con alcune colonne monumentali superstiti.

È uno spazio pubblico, per cui non si pagano biglietti per accedere all’area ed è facilmente visitabile camminando, poiché è vicino ad altri monumenti come Hagia Sophia, la Moschea Blu, la Cisterna Basilica.

Cisterna Basilica (Yerebatan Sarnıcı)

Costruita nel VI secolo sotto l’Imperatore Giustiniano I come deposito d’acqua sotterraneo per il palazzo imperiale e per la città, è caratterizzata da file di colonne che emergono dall’acqua, un’atmosfera suggestiva e giochi di luci. È uno dei monumenti sotterranei più celebri di Istanbul.

Cose utili da sapere:

  • Orari: apertura quotidiana circa 09:00-18:30 per le visite normali; c’è anche una fascia serale / “Night Shift” (es. 19:30-22:00) per visite più suggestive.
  • Prezzi: per i visitatori stranieri intorno a 1.500 lire turche per ingresso diurno; il biglietto per la Night Shift è più alto. Bambini fino a 7 anni e persone oltre i 65 anni possono avere ingresso gratuito o ridotto.
  • Biglietti: si possono fare sul sito ufficiale Yerebatan e alla biglietteria sul posto.
  • Note pratiche: Ci sono scale da fare (meglio indossare scarpe comode) e la temperatura è più fresca all’interno. Meglio evitare le ore centrali di alta affluenza.

Gran Bazar (Kapalıçarşı)

Fondato nel 1461 sotto il dominio ottomano, e ampliato nei decenni successivi, il Gran Bazar è uno dei mercati coperti più grandi e antichi del mondo. È un labirinto di oltre 60 vie commerciali, migliaia di negozi, specializzato in artigianato, spezie, ceramiche, gioielli, tessuti. È stato per secoli fulcro del commercio cittadino.

Cose utili da sapere:

  • Orari: dal lunedì al sabato, dalle 08:30 alle 19:00 (chiuso la domenica e il primo giorno delle festività religiose)
  • Prezzo: accesso libero, gratuito.
  • Consigli: portate contanti; qui è comune contrattare i prezzi. Se vedete qualcosa che vi piace, fermatevi e provate a contrattare sul prezzo senza sperare di ritrovare il negozio in seguito: è facile perdere l’orientamento. Attenzione alle truffe (come oggetti dai prezzi troppo alti e articoli falsi).

Giorno 3 – Beyoğlu, moschee e quartieri asiatici

Ecco cosa abbiamo visto in questa giornata piena a Istanbul.

Quartiere di Beyoğlu

Cuore pulsante della vita moderna di Istanbul, Beyoğlu è famoso per İstiklal Caddesi, i caffè, le gallerie e l’atmosfera cosmopolita. Un consiglio: esplorate le stradine laterali, dove ci sono locali tipici e angoli più autentici.

Torre di Galata (Galata Kulesi)

Costruita nel 1348 dai Genovesi, è uno dei simboli di Istanbul. Dalla cima si gode una vista spettacolare a 360° sul Bosforo e sulla città ma noi abbiamo deciso di non salire per il prezzo molto alto. Meglio scegliere la mattina presto o al tramonto per evitare file lunghissime.

  • Orari: tutti i giorni 08:30-23:00
  • Biglietto: circa 30-35 €

Ponte di Galata

Collega Eminönü e Karaköy ed è sempre animato: sopra ci sono pescatori e ristoranti di pesce, sotto i locali sul mare. Attraversatelo a piedi per una vista suggestiva sul Corno d’Oro.

Bazar delle Spezie (Mısır Çarşısı)

È il secondo mercato più famoso di Istanbul dopo il Gran Bazar e risale al XVII secolo. Qui si trovano spezie, tè, dolci, frutta secca e souvenir gastronomici.

  • Orari: tutti i giorni 09:00-19:00
  • Prezzo: ingresso gratuito

Moschea di Rüstem Paşa

Piccola gemma nascosta vicino al Bazar delle Spezie, costruita nel XVI secolo da Sinan. È celebre per le splendide piastrelle di Iznik, tra le più belle di Istanbul. Essendo meno affollata, è perfetta per ammirare con calma la decorazione interna.

Moschea di Solimano (Süleymaniye Camii)

Progettata dal grande architetto Sinan per Solimano il Magnifico (XVI secolo), domina la città con la sua eleganza. È meno turistica della Moschea Blu ma altrettanto imponente. La vista sul Bosforo è qualcosa di spettacolare.

Escursione a Üsküdar (sponda asiatica)

In circa 15 minuti di traghetto da Eminönü si è in Asia. Üsküdar è un quartiere tranquillo, con tante moschee storiche e una vita locale autentica. Ci si arriva col battello pubblico e il biglietto si fa con la Istanbulkart. Bella anche la vista sulla Torre di Leandro e sul Bosforo.

Giorno 4 – Fatih, Fener e Balat

Sebbene negli ultimi anni abbiano riscosso più successo grazie ai social, tra i quartieri meno battuti dai turisti eppure più affascinanti di Istanbul troviamo Fatih, Fener e Balat ed è proprio a questi quartieri che è dedicata la giornata di visite. Esiste anche un tour guidato (in inglese) della zona:

Testimoni di un’altra epoca fatta di case di legno e di vita di quartiere, queste zone meritano una visita per l’autenticità senza tempo e per l’aria che si respira.

Fatih

Situato tra Sultanahmet e le antiche mura teodosiane, Fatih è uno dei quartieri più autentici e tradizionali di Istanbul. È l’anima più conservatrice della città, in cui la vita quotidiana scorre lontano dai percorsi turistici e in cui tutte le donne sono velate, nessuna esclusa. Noi abbiamo cominciato la nostra visita dalla bellissima Moschea di Fatih per poi spostarci nella zona del mercato. Tra case di legno ottomane siamo giunti poi alla Moschea di Zayrek, trovandola purtroppo chiusa. Questa zona sarebbe anche perfetta per assaggiare piatti autentici della cucina turca, ma essendoci arrivati di mattina non abbiamo sfruttato questa possibilità.

Balat

Siamo arrivati camminando a Balat, un tempo centro della comunità ebraica. Oggi Balat è uno dei quartieri più vivaci e fotografati della città grazie alle sue case colorate che si arrampicano lungo i vicoli stretti. Anche qui troviamo caffè creativi, ristoranti e locande dall’atmosfera bohémien (e che strizzano l’occhio all’instagrammabilità). La via più famosa di Balat è Kiremit Street, molto probabilmente la foto che avete visto sui social media prima di arrivare.

Fener

Senza soluzione di continuità ci spostiamo nel Fener, il centro storico della comunità greco-ortodossa. Il luogo simbolo è il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, ancora oggi sede del Patriarca ortodosso, un sito di grande importanza religiosa. L’ingresso è gratuito, per entrare si passano dei controlli in stile aeroporto. Da non perdere anche il maestoso Liceo Greco di Fener, con la sua inconfondibile architettura in mattoni rossi che domina il quartiere dall’alto. Passeggiando tra le case di legno ottomane, spesso color pastello, si percepisce l’eredità multiculturale che ha caratterizzato Istanbul per secoli.

Giorno 5 – Palazzo Topkapi e İstiklal Caddesi

Palazzo Topkapi e Harem

Costruito poco dopo la conquista ottomana di Costantinopoli, il Palazzo Topkapi (Topkapı Sarayı) divenne la residenza ufficiale dei sultani e centro amministrativo dell’Impero Ottomano per quasi quattro secoli. Tra le sue mura si intrecciano storia, potere, arte e vita privata: giardini, cortili, padiglioni, tesori imperiale e scorci spettacoli sul Bosforo e sul Mar di Marmara.

L’Harem, sezione privata del palazzo, è forse la parte più affascinante, una vera e propria corte, luogo di vita quotidiana, educazione, rituali, gerarchie complesse. Qui vivevano le mogli e i figli del sultano, la madre, le concubine e gli eunuchi che servivano alla corte. Architettonicamente, il complesso è ampio e stratificato tra cortili, stanze decorate con piastrelle di Iznik e Kütahya, mosaici, sale di rappresentanza, sale degli appartamenti e molti spazi ancora.

Preparatevi a una visita lunga e stancante. Qui forse varrebbe la pena avere una guida esperta per capire meglio storia e cultura ottomana, cosa che noi non abbiamo considerato affidandoci solo all’audioguida inclusa nel prezzo e alla Lonely Planet Turchia.

Per l’ingresso, ci siamo affidati al biglietto salta fila di Civitatis, che include l’accesso al palazzo, all’harem e all’audioguida, ma non c’è una guida in carne ed ossa che accompagna nei vari ambienti. Questo biglietto può essere utile nelle giornate di maggiore affluenza: con pochi euro in più a testa si risparmia tutto il tempo di acquisto biglietti in loco e file per i controlli di sicurezza.

İstiklal Caddesi

Se Sultanahmet è il cuore storico di Istanbul, İstiklal Caddesi (letteralmente “Viale dell’Indipendenza”) è la sua anima moderna e cosmopolita. Si tratta di un lungo viale pedonale di circa 1,5 km che collega piazza Taksim alla zona del Tunnel di Karaköy, attraversando il quartiere di Beyoğlu. Qui troverete un flusso continuo di persone, luci, suoni e profumi: ristoranti, negozi, librerie, caffè storici e gallerie d’arte si alternano ad ambasciate ottocentesche e chiese di varie confessioni.

Durante il periodo ottomano la via era conosciuta come “Grande Rue de Péra” ed era frequentata soprattutto da europei e intellettuali, tanto da diventare uno dei simboli della modernizzazione dell’Impero. Dopo la fondazione della Repubblica turca, nel 1923, assunse il nome attuale in onore della guerra d’indipendenza.

Lungo İstiklal impossibile perdersi il tram storico rosso che percorre l’intero viale ed è uno dei simboli più iconici di Istanbul. Molto belle anche le pasticcerie storiche in cui fermarsi per assaggiare una gustosa baklava o un rakı in un locale tipico. Di giorno è la via dello shopping, di sera è il cuore della vita notturna.

Giorno 6 – Ultime tappe e saluti a Istanbul

Per l’ultimo giorno a Istanbul abbiamo fatto un mix di cose nuove e piccoli ritorni (ma sento che questo è solo un arrivederci!).

Moschea di Ortaköy

La Moschea di Ortaköy, ufficialmente chiamata Büyük Mecidiye Camii, è un gioiello architettonico di Istanbul, molto amata da fotografi e fotoamatori. Situata nel vivace quartiere di Ortaköy, affacciata direttamente sulle acque del Bosforo e incorniciata dal ponte omonimo, è una delle immagini più rappresentative della città.

L’edificio è un perfetto esempio di stile neobarocco ottomano, con una facciata riccamente decorata e un interno luminoso, impreziosito da grandi finestre che lasciano entrare la luce riflessa sul Bosforo.

L’ingresso è gratuito, come per tutte le moschee di Istanbul, ed è aperta tutti i giorni tranne durante le ore di preghiera. Si raggiunge facilmente in bus da Beşiktaş ed è uno dei punti salienti di una crociera sul Bosforo. Noi l’abbiamo raggiunta in autobus e siamo tornati nella zona di Sultanahmet con un battello per Eminönü.

Bazar Egiziano

Conosciuto anche come Mercato delle Spezie, il Bazar Egiziano (Mısır Çarşısı) è uno dei luoghi più suggestivi di Istanbul. Costruito nel XVII secolo come parte del complesso della Moschea Nuova, prende il nome dalle tasse sui prodotti provenienti dall’Egitto che ne finanziarono la costruzione. Ancora oggi, varcare le sue porte significa tuffarsi in un mondo di aromi intensi e colori vivaci: spezie, erbe, tè, dolci turchi, frutta secca e prodotti tipici sono esposti in decine di botteghe che attirano locali e turisti.

Il bazar non è grande come il Gran Bazar, ma ha un’atmosfera più raccolta e autentica. È il posto ideale per acquistare spezie fresche, miscele per il tè, lokum (un dolce-caramella tipica turca) o baklava da portare a casa come souvenir gastronomici.

  • Orari: aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00 (chiuso durante alcune festività religiose).
  • Ingresso: gratuito.
  • Consiglio: è possibile trattare sul prezzo con gentilezza; molti venditori offrono assaggi prima dell’acquisto.

Ristoranti Istanbul: consigli

Mangiare bene è parte integrante della riuscita di un viaggio, non trovate? Per questo siamo andati alla ricerca di ristoranti gustosi a prezzi accessibili e questi sono quelli che abbiamo provato:

  • Osmanoğlu Restaurant (Alemdar, Bab-ı Ali Cd. No:48, 34110 Fatih/İstanbul): perfetto per un pranzo veloce se vi trovate nei pressi del Gran Bazar. Si scelgono specialità turche indicando dal bancone i piatti già pronti.
  • Galata Meyhanesi (Asmalı Mescit, Orhan Adlı Apaydın Sk. No:5 D:A, 34433 Beyoğlu/İstanbul): tra sapori tradizionali e musica ottomana suonata dal vivo, questo locale storico propone il miglior humus che abbia mangiato a Istanbul. Si trova nella zona di Galata/Pera
  • Pera Antakya (Asmalı Mescit, Balyoz Sk. No:14, 34437 Beyoğlu/İstanbul): Antakya è una regione in cui convivono molte culture e una porta d’accesso all’antica Mesopotamia. Sono questi i gusti che si ritrovano nei piatti di questo ristorante davvero delizioso. Ottimo anche il vino.
  • Peymane Ristorante panoramico (Asmalı Mescit, Meşrutiyet Cd. NO:55, 34430 Beyoğlu/İstanbul): situato nel cuore di Beyoğlu, questo ristorante offre una vista impareggiabile sulla città dalla sua terrazza e deliziosi meze, oltre a piatti alla griglia.
  • Zeytuna (Kuloğlu, Hayriye Cd. No:12, 34425 Beyoğlu/İstanbul): propone cucina libanese e mediterranea in un ambiente curato e accogliente.

Per pranzo cercate una tipica “lokanta”, un ristorante che serve piatti pronti gustosi a prezzi economici. Ce ne sono tantissime in città, se non ne vedete provate a digitare lokanta su Maps.

Osmanoğlu Restaurant

Eccoci in fondo al post super dettagliato su Istanbul! Spero che sia stato esaustivo e che abbiate trovato le risposte alle vostre domande. Per qualsiasi informazione mi trovate sempre nei commenti, sui social o per e-mail.

Disclaimer

All’interno del post trovate link a siti affiliati per la prenotazione degli alloggi e dei tour. Significa che se cliccate sul link e prenotate sul sito, io ricevo una piccola percentuale sull’acquisto anche se voi non avrete nessun costo aggiuntivo. Utilizzando questi link aiuterete a supportare il mio blog e tutto il lavoro di cui usufruite gratuitamente. Grazie!

Tag: viaggi
Serena Puosi

Ciao, sono Serena, scrivere è da sempre la mia passione e nel 2008 ho deciso di aprire un blog per condividere i miei viaggi: da allora non mi sono più fermata! Amo vedere con i miei occhi nuove destinazioni, mi attrae tutto ciò che è diverso dalle mie abitudini e ho sempre la valigia pronta per la prossima meta. Mi piacciono i posti di mare e le isole, ho un debole per l'Asia e non mi tiro mai indietro alla domanda "Partiamo?"

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