Italia

Tre giorni nella Tuscia viterbese: il nostro itinerario

Durante le vacanze natalizie 2021 in piena epoca covid e con il più lungo ponte scolastico degli ultimi anni abbiamo pensato che sprecare interamente giorni di ferie fosse un vero sacrilegio, così ci siamo domandati dove poter andare non troppo lontani da casa, fuori da grandi centri abitati e vedendo qualcosa di nuovo. Il verdetto? La Tuscia!

Per tre giorni di viaggio e due sole notti fuori abbiamo scelto la Tuscia viterbese, che dista da dove viviamo circa tre ore di macchina. Per muoversi bene in questa zona è preferibile spostarsi con mezzi propri e per dormire abbiamo scelto Viterbo, una città che ci ha sorpreso per bellezza e offerta di cose da fare.

In questo post ho radunato tutte le informazioni pratiche per permettevi di replicare facilmente questo viaggio. Ci trovate dentro il nostro itinerario con gli highlights giorno per giorno, l’alloggio scelto e qualche idea che ci teniamo buona per la prossima volta e che mi avete suggerito voi su Instagram.

Pronti? Partiamo!

Facciamo un passo indietro…

Dove si trova la Tuscia?

La Tuscia corrisponde grossomodo alla provincia di Viterbo e all’Alto Lazio, ossia quella terra di confine con la Toscana del sud e l’Umbria occidentale. Dopo la fine del dominio etrusco, l’Etruria prese la denominazione di Tuscia (i Tusci erano gli Etruschi).

La Tuscia viterbese comprende oggi luoghi di eccezionale fascino, molti dei quali ancora lontani dai riflettori del turismo di massa, come il Bosco Sacro di Bomarzo, il giardino di Villa Lante a Bagnaia, il palazzo Farnese a Caprarola, il lago di Bolsena con le sue isole e i suoi borghi, la zona del lago di Vico nei pressi di Ronciglione e Civita di Bagnoregio tra tante altre piccole meraviglie.

Per scegliere cosa includere e cosa togliere dal nostro itinerario abbiamo fatto questo tipo di considerazioni viaggiando con due bambine di tre e cinque anni:

  • non inserire più di due cose da fare al giorno perché di più non ce la farebbero
  • scegliere attrazioni coinvolgenti e interessanti anche per loro

Abbiamo dovuto escludere un po’ di cose, ma anche in due o tre giorni si riesce a fare un bel giro.

Dove alloggiare per visitare la Tuscia?

Viaggiando con due bambine ed essendo in un periodo di contagi da covid crescente, la nostra scelta per viaggiare in sicurezza è stata un appartamento nel pieno centro di Viterbo. Le alternative sono moltissime, da hotel a casolari in campagna, ma abbiamo preferito la città per poter trovare qualcosa di aperto – sia come attrazioni sia come negozi di alimentari e supermercati – anche nel tardo pomeriggio.

Abbiamo soggiornato presso l’appartamento “A priori” in piazza del Gesù a Viterbo e poiché la zona è ZLT in alcuni momenti della giornata abbiamo parcheggiato nel grande parcheggio gratuito di via Faul, distante poche centinaia di metri dall’alloggio e raggiungibile tramite moderni ascensori. Ve lo consiglio se viaggiate in tre o quattro per le ampie stanze, l’accoglienza dei proprietari che vivono al piano di sopra e per il bagno turco in bagno!

Il nostro itinerario di tre giorni nella Tuscia viterbese

  • 1° giorno: Civita di Bagnoregio, Viterbo
  • 2° giorno: Vitorchiano, Sacro Bosco di Bomarzo
  • 3° giorno: S. Angelo di Roccalvecce (il paese delle fiabe) e Bolsena

Civita di Bagnoregio

Erano anni che volevo visitare Civita di Bagnoregio e finalmente questo desiderio di viaggio si è avverato! Conosciuta anche come “la città che muore” poiché sorge su colle di tufo minato alla base da una continua erosione, Civita di Bagnoregio è un luogo magico e surreale, raggiungibile solo attraverso uno stretto ponte pedonale a pagamento (5€ a testa per chi ha più di 6 anni).

Lasciata la macchina in uno dei parcheggi a pagamento di Bagnoregio non resta che incamminarsi verso Civita oppure prendere un autobus navetta (1€ a testa a/r) fino al belvedere da cui si gode lo spettacolo di un paese sospeso nel vuoto, un’immagine onirica resa ancora più strordinaria dalla nebbia che spesso la avvolge nei periodi più freddi dell’anno.

Civita di Bagnoregio, fondata dagli Etruschi, è uno dei borghi italiani più belli e caratteristici circondata dalla Valle dei Calanchi. Oggi è un piccolissimo centro sospeso nel tempo e raggiungibile solo a piedi, una piccola bomboniera con alcuni ristoranti e negozi. Si gira a piedi in poco tempo, col naso sempre all’insù alla ricerca dello scorcio più bello.

Viterbo

Come dicevo, Viterbo è stata una piacevole scoperta perché non l’avevo mai presa in considerazione prima per un viaggio, invece ha moltissimo da offrire!

Conosciuta come la Città dei Papi per aver ospitato i pontefici che cercavano tranquillità dal caos di Roma, Viterbo, antica cittadina di origine etrusca, conserva il più vasto centro storico medievale d’Europa completamente cinto da mura. Nonostante questo primato, si gira benissimo a piedi tra antichi palazzi, monumenti e vie acciottolate.

Oltre al famoso Palazzo dei Papi, da non perdere il duomo di San Lorenzo e il quartiere medievale di San Pellegrino, uno dei più autentici con case e torri medievali, che mi è piaciuto moltissimo e che spero di rivedere fuori dal periodo natalizio. Per tutte queste settimane, infatti, il centro storico di Viterbo completamente addobbato a festa ospitava il “Viterbo Christmas Village”, una specie di magico mondo natalizio diffuso nelle varie piazze del centro città.

Vitorchiano

Vitorchiano è stato insignito del titolo di uno dei borghi più belli d’Italia e deve questo riconoscimento al suo aspetto fermo nel tempo e per il fatto che le abitazioni sembrano un tutt’uno con lo sperone di roccia vulcanica che le sostiene. Poiché le case abbarbicate sembrano fluttuare e stare in piedi per miracolo, Vitorchiano è chiamato anche Borgo sospeso.

Vitorchiano ha una doppia cinta muraria (rinascimentale e medievale) perfettamente conservata, sorta su antichi tracciati etruschi. Al suo interno si trovano chiese, fontane, case inerpicate in viuzze strette, lavatoi, torri e palazzi nobiliari in peperino, la pietra grigia locale.

Una curiosità di Vitorchiano che stupisce ogni viaggiatore è una statua rappresentante un Moai, l’unico al mondo che si trovi fuori dall’Isola di Pasqua. Non c’entra niente con tutto il resto ed è relegato a far da punto di interesse in un parcheggio, ma vale la pena andarci fosse anche solo per dire di aver visto un vero Moai.

Sacro Bosco di Bomarzo

Anche il Sacro Bosco di Bomarzo detiene un primato: è il più antico parco di sculture del mondo moderno. Conosciuto anche come il Parco dei Mostri di Bomarzo, fu costruito da Vicino Orsini, signore di Bomarzo, alla metà del 1500 e costituisce un unicum nel panorama dei giardini perché le varie statue, scolpite sul posto dalla pietra locale, non sono legate tra loro da rapporti prospettici o narrativi.

Le caratteristiche che spiccano all’occhio sono il bizzarro di cui sono intrise le figure e il verde che abbraccia il parco, perfettamente tenuto, in cui si alternano piani, scale, case storte, tempietti e muschio. Prendetevi tutto il tempo per scovare ogni scultura e per immergervi nel verde tranquillizzante del bosco. Finita la visita, vi consiglio di fare un giro anche nel paese di Bomarzo, a breve distanza dal parco.

Per chi non vuole organizzarsi da solo vi propongo questo tour organizzato dal tour operator Civitatis:

Tour di Viterbo e del Sacro Bosco di Bomarzo

Si tratta di un tour con una guida che vi porterà alla scoperta del bosco di Bomarzo e a seguire delle meraviglie di Viterbo. Potete prenotarlo al link sopra.

S. Angelo di Roccalvecce

Una tappa imperdibile per chi viaggia con i bambini è S. Angelo di Roccalvecce, conosciuto anche come il paese delle fiabe. Considerato oggi uno dei più bei borghi del Lazio, dal 2016 il paese è stato infatti arricchito da murales sulle pareti delle case, i quali ritraggono le più belle fiabe di tutti i tempi.

Si cammina seguendo un itinerario descritto da una mappa, incontrando Alice nel Paese delle Meraviglie, Peter Pan, Cenerentola, Pinocchio, Biancaneve, La Bella e la Bestia e tanti altri, sempre in aggiornamento. Un vero spettacolo per grandi e piccini! Noi non abbiamo avuto tempo, ma a pochi chilometri da S. Angelo si può visitare Celleno, un borgo fantasma tutelato dal FAI.

Bolsena

La nostra ultima tappa tornando a casa è stata a Bolsena, affacciata sul più grande lago vulcanico d’Europa a cui dà il nome. Siamo arrivati a Bolsena dall’alto, seguendo una strada che piano piano digrada verso il lago, svelando un borgo medievale perfettamente conservato dominato da un castello.

Sarà che avevamo fame, sarà che eravamo già nel mood del rientro o che i laghi mi mettono sempre una certa tristezza, ma Bolsena non ci ha lasciato granché. Mi sento, però, di offrirle un’altra possibilità perché nei posti bisogna andarci con lo spirito giusto! La prossima volta, inoltre, oltre a un giro del borgo e del lungolago, vorrei circumnavigare il bacino e fermarmi negli altri paesini che vi si affacciano: Marta, Capodimonte, ecc.

Altri posti da vedere nella Tuscia

Mentre mi trovavo nella Tuscia ho chiesto ai miei contatti di Instagram di condividere i posti da non perdere in questa zona e mi sono giunte molte segnalazioni interessanti! Le condivido con voi e le terrò anche io in considerazione per un secondo viaggio in questa zona. Grazie a chi ci ha dato questi suggerimenti!

  • Villa Lante a Bagnaia
  • Acquapendente (in particolare per la festa dei pugnaloni che si celebra la terza domenica di maggio)
  • Palazzo Farnese a Caprarola
  • la faggeta vetusta del monte cimino
  • il lago di Vico
  • Montefiascone
  • Capodimonte
  • Marta
  • Torre Alfina
  • il borgo fantasma di Celleno
  • Sutri e l’anfiteatro romano
  • Calcata il borgo degli artisti, con passeggiata alle cascate del monte gelato proprio sotto al paese
  • Corchiano

 

Disclaimer

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[Foto di copertina: Catherine Kerr su Unsplash]

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