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Quando la luna si separò dalla terra, dimenticò di portare con sé Arequipa.
Frase pronunciata dagli abitanti di Arequipa
Arrivare in una città nel giorno in cui si celebra la sua fondazione con una festa che dura dall’alba a notte fonda dovrebbe presupporre un caos ingestibile, invece Arequipa ci ha accolti con la calma che bene si addice a una signora educata. Arequipa, seconda città del Perù per numero di abitanti, ha da sempre rivendicato un ruolo di capitale culturale cercando di staccarsi da Lima, così confusionaria e con presunzioni cosmopolite.
Free tour di Arequipa e tour privati
Non sapete da cosa cominciare? C’è il Free tour di Arequipa organizzato da Civitatis. I free tour non hanno un prezzo fisso, ma è il singolo partecipante che, alla fine dell’attività, paga l’importo che considera opportuno in base al proprio grado di soddisfazione. Si prenota in anticipo qui:
In alternativa c’è un tour privato di Arequipa per visitare la città peruviana in compagnia di una guida in italiano solo per il vostro gruppo. Potete scegliere voi l’itinerario e l’orario, si prenota qui a un ottimo prezzo:
Arequipa, la città bianca
I primi colpi d’occhio ci mostrano strade perfettamente ortogonali in cui le vie si assomigliano e dove le case risplendono di quella pietra chiara chiamata sillar di cui sono fatte e da cui deriva l’appellativo di “città bianca“.
A completare il quadro del centro storico il vulcano attivo El Misti, che incornicia l’enorme cattedrale la cui facciata occupa tutto il lato lungo della piazza d’armi. È tutto questo bianco che ci abbaglia, è questa compostezza che ci fa sentire in un luogo che non sembra il Perù che abbiamo visto finora.
Non è solo lo splendore architettonico del centro storico che ci toglie il fiato: è anche colpa del soroche che comincia a farsi sentire, è la fame d’aria e di cibo di queste altitudini, è il vulcano che veglia sui sogni della città, ma allo stesso tempo la sovrasta e ci schiaccia con la sua imponenza.
Arequipa è un luogo che trasuda mistero e poesia a partire dal nome della città. Una leggenda narra che l’inca Mayta Cápac fosse rimasto incantato attraversando la valle e avesse ordinato al suo seguito “Ari, quipay“, restate qui.

Monasterio de Santa Catalina
I giri per il centro storico ci conducono al Monasterio de Santa Catalina, un monastero sul quale avevo molte aspettative perché osannato dalla guida. Devo ammettere che è molto bello e la sua vastità impressionante (è l’unico monastero al mondo con una cittadella interna), ma in me ha prevalso lo sconforto di capire, ancora una volta, che spesso l’istituzione ecclesiastica non è accolta come vocazione ma fa parte di giochi di potere e prestigio, ad esempio le suore vivevano in celle tanto più grandi quanto più beni donavano alla chiesa ed avevano tre o quattro schiave a testa. I suoi muri tinteggiati di blu e arancione e il labirinto interno tra le stanze e le vie della cittadella, però, non lasciano indifferenti, così come la vista dall’alto delle costruzioni.
Il tour del Monasterio de Santa Catalina può essere fatto anche con una guida. Vi invito ad andare a vedere questo tour di Civitatis: Visita guidata di Arequipa e del Monastero di Santa Caterina. Dura 4 ore e vengono a prendervi in hotel.

Museo Santury e Juanita
Il Monasterio de Santa Catalina non è l’unico posto particolare e misterioso di Arequipa. Al Museo Santury, infatti, potete fare un incontro ravvicinato del terzo tipo con Juanita, la principessa del ghiaccio: anni e anni di cartoni Disney non possono lasciare indifferenti di fronte ad un nome del genere. Dovete sapere, infatti, che intorno ad Arequipa ci sono montagne che vanno ben oltre i 5000 metri, molte delle quali sono vulcani attivi.
Altra premessa: gli inca credevano che le montagne fossero sacre e raggiungere la vetta significava avvicinarsi quanto più possibile alle divinità. Avete già capito chi è Juanita, vero? Le spoglie congelate di questa giovane vergine sacrificata agli dèi in cima al monte si sono conservate perfettamente grazie al miscuglio di eruzioni vulcaniche e nevi perenni. Juanita è in una teca di vetro che ti guarda e non potrai fare a meno di pensarla ogni volta che in inverno avrai i piedi congelati (le donne sanno di cosa sto parlando!).

Il cibo ad Arequipa
C’è un’ultima cosa che non dimenticherò mai di Arequipa ed ha a che fare col cibo. Sono molti i piatti tipici del luogo, molti dei quali insaporiti con abbondante peperoncino. Per la cena abbiamo deciso di provare alcune prelibatezze che hanno lasciato il segno (indelebile nella memoria e negli incubi della notte seguente!).
Abbiamo provato il recoto relleno, ossia peperoni piccanti ripieni e fin qui niente di strano. Poi è stata la volta dell’alpaca e del cuy (porcellino d’india) e qui il mio stomaco e la mia sensibilità sono stati messi a dura prova. Vi assicuro che trovarsi una zampina che ti dà la mano mentre mangi il cuy è un’esperienza toccante!
Dove dormire ad Arequipa
Durante il nostro viaggio ad Arequipa abbiamo soggiornato all’Hotel La Casa de mi Abuela. Qui vi metto il link ad altri alloggi ad Arequipa.
Dove prosegue il viaggio? A Puno, passando per il Canyon del Colca. Si può andare con un tour prenotato in anticipo qui: Escursione al Canyon del Colca con arrivo a Puno.
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