Italia

La grande bellezza del Carnevale di Viareggio

Chi è nato sotto il segno dell’Ospedale Tabarracci di Viareggio è inesorabilmente affetto da una malattia incurabile che al pari del ballo di San Vito ti fa scuotere al ritmo di zarzuela e balli di gruppo per un mese intero. I viareggini sanno di cosa sto parlando, ma per i non addetti ai lavori è difficile entrare nel mondo di coriandoli e cartapesta del carnevale di Viareggio.

Anche se non siete amanti del carnevale, con questo post proverò a convincervi a dargli una possibilità, magari a cominciare dal prossimo corso mascherato. Lasciate che vi aiuti a calarvi in questo magico mondo: so che a molti il carnevale non piace, ma siccome solo gli stupidi non cambiano mai idea, forse vale la pena stare ad ascoltare altre campane.

La passeggiata di Viareggio durante il carnevale

La passeggiata di Viareggio durante il carnevale

Se vado a ripescare nel sacchetto dei ricordi, c’è un momento della domenica – all’incirca verso le due del pomeriggio – in cui si annida per me il senso del carnevale. È in quell’istante in cui, ancora satolla del pranzo della domenica consumato in maniera più frugale del solito, avevo accesso ai trucchi altrimenti banditi di mia madre per rendere la maschera ancora più credibile. Con le calze spesse e il lupetto a collo alto cominciavo delle lunghe sessioni nel bagno di casa che si concludevano con generose spruzzate di brillantini e uno specchio che mi restituiva un sorriso.

Dei carnevali di quando ero piccola, ricordo anche le lunghe camminate dal parcheggio al corso mascherato col vestito che prudeva addosso, la paura per i carri più imponenti e mostruosi e manciate di coriandoli ficcate direttamente in faccia agli altri bambini in un darwiniano tentativo di sterminio tra agguerriti lanciatori di pericolosissima carta colorata.

Uno dei carri di prima categoria al Carnevale di Viareggio

Uno dei carri di prima categoria al Carnevale di Viareggio

Col crescere ho a poco a poco apprezzato altri aspetti di questa festa, come la meticolosità con cui i carristi rifiniscono i carri, la passione con cui i figuranti li animano e il modo in cui niente è lasciato al caso. Questo sforzo corale per la perfetta riuscita dell’insieme è qualcosa di veramente difficile da spiegare a chi non è originario di Viareggio. Non basta ripercorrere la storia di questo evento, gestazione di calafati e maestri d’ascia della tradizione viareggina di due secoli fa, non basta dire che Viareggio nei giorni di carnevale rimane sospesa in una bolla in cui tutto si ferma e rimane solo la festa. Bisogna venire qua a farsi scorrere sulla pelle quella spensieratezza malinconica delle maschere, a riempirsi gli occhi di arcobaleni e luce per sentirsi veramente partecipi.

Un dettaglio del carro di prima categoria "Revolution" al Carnevale di Viareggio

Un dettaglio del carro di prima categoria “Revolution” al Carnevale di Viareggio

Quello che a mio avviso dà un potere speciale al carnevale è il suo effetto balsamico sui problemi quotidiani, quel gioioso stordimento che ha il potere di ridurre a facezie i grandi grattacapi dell’esistenza, illudendoci per un po’ di essere totipotenti. Vantaggio non da poco questo: riuscite a sentire la leggerezza della sospensione di giudizio, l’abbassamento della soglia di guardia, il totale trasporto dato dal ritorno a uno stato primevo?

Se per una volta volete sentirvi spensierati fatevi guidare da Burlamacco, maschera ufficiale del carnevale di Viareggio, tra le strade addobbate traboccanti felicità: non ne rimarrete delusi ma nemmeno impassibili (rischio, a mio parere, ben più insidioso).

I carri arrivano in Piazza Mazzini, clou dell'evento

I carri arrivano in Piazza Mazzini, clou dell’evento

Il carro di John Lennon in Piazza Mazzini

Il carro di John Lennon in Piazza Mazzini

Sito ufficiale del Carnevale di Viareggio.

Se vi interessa l’argomento, ne ho parlato anche nel post “Come diventare fan del Carnevale di Viareggio in 6 semplici mosse“.

You Might Also Like

8 Comments

  • Reply Manuela 5 Marzo, 2014 at 8:42 pm

    Ma queste foto sono bellissime Serena!
    E il tema mi piace troppo! *.*
    Mai stata a Viareggio. Mi tocca abbandonare il Carnevale di Putignano e scappare da quelle parti il prossimo anno 🙂

    • Reply Mercoledì 5 Marzo, 2014 at 10:06 pm

      Grazie Manuela!
      Allora ti aspetto per conoscere un nuovo carnevale!
      Potremmo fare uno scambio culturale: io a Putignano e te a Viareggio!

  • Reply Benedetta 5 Marzo, 2014 at 9:17 pm

    belle belle belle Sere! I carri però quest’anno li ho trovati un po’ insulsi (apparte un paio)

    • Reply Mercoledì 5 Marzo, 2014 at 10:07 pm

      Grazie Bene!
      Detto da te poi!
      A me la prima volta i carri non hanno convinto, poi li ho visti una seconda e mi sono invaghita di due o tre!

  • Reply The Girl with the Suitcase 5 Marzo, 2014 at 9:36 pm

    Dopo esserci stata la prima volta un anno fa, vedere i carri di quest’anno è tutta un’altra storia. Conosco il lungomare della tua città e so quanto alti sono davvero i carri, quanta festa c’è e che atmosfera si respira. Il carro di John Lennon credo sia stato uno dei migliori! Quale ha vinto quest’anno?

    • Reply Mercoledì 5 Marzo, 2014 at 10:08 pm

      Infatti secondo me questa cosa che i carri sono enormi non si capisce appieno finché non si viene! Anche uno dei miei preferiti è Revolution con John Lennon! Domenica prossima sapremo chi ha vinto 😉

  • Reply Federica 5 Marzo, 2014 at 9:39 pm

    Sere mi hai fatto commuovere ! Sei una grande .

    baci

    • Reply Mercoledì 5 Marzo, 2014 at 10:09 pm

      Fede! Che bello leggerti qui!
      Se sono riuscita a scuotere una viareggina doc posso ritenermi più che soddisfatta! 😀
      Grazie!

    Leave a Reply

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.